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Una storia aperta, da leggere e rileggere – Una primavera a Praga

«Bisogna capire che si è trattato del tentativo di coniugare le regole economiche del socialismo con quelle proprie della democrazia. È stata una battaglia fondamentale. Un tentativo che pure se fallito ha cambiato il corso della Storia». Più che un buon motivo per ricordare e ripensare quanto accaduto a Praga nel 1968, secondo Adriano Guerra, giornalista e storico del comunismo. Perché il presente e il futuro della sinistra non hanno senso se l’idea è quella di «ripartire da zero», ignorando completamente il passato.Adriano Guerra, lei ha vissuto quella stagione: la Primavera di Praga, l’invasione sovietica, le reazioni nel mondo e nel Partito Comunista italiano. Cosa ricordare e perché?«Oggi è di moda pensare che il futuro abbia un presente ma non un passato. Si dice ripartiamo da zero per risolvere i problemi e dare al Paese una nuova forza di sinistra. Ma io credo che il futuro sia sempre continuazione del passato. Anche quando ne è la negazione. Per questo si deve ricordare quella stagione. Serve una visione unitaria: nel ’68 ci sono stati i movimenti di liberazione ed emancipazione, le occupazione delle università, ma anche il tentativo di liberare il socialismo sovietico dallo stalinismo. Un tentativo importante benché fallito. E questa è una storia aperta, da leggere e rileggere». Ma quali sarebbero gli aspetti ancora controversi?«Quello che pesa ancora è la sconfitta inferta dalla Storia e il fatto, ad esempio, che i dissidenti in Cecoslovacchia hanno dovuto difendersi dall’accusa di essere stati comunisti e di aver avviato un processo all’interno di un partito comunista.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78203

Agosto 26, 2008 Pubblicato da triestelia | sport news | , , , , , , , | Ancora nessun commento.