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Nel Cile del dopo Pinochet i registi ombra pesano ancora

Forse nessun giornale e nessuna tv ricorderanno l’altro 11 settembre: 35 anni fa a Santiago, dove moriva Salvador Allende travolto dal colpo di stato di Pinochet. Tremilatrecento persone sono state uccise dopo lo sfinimento della tortura. Quasi un milione di cileni hanno preso la strada dell’esilio. Per anni hanno rimpianto da lontano il sogno della democrazia che il piccolo presidente stava costruendo «dalla parte della gente non con la dittatura del popolo». Era un riformista, ecco perché veniva considerato pericoloso. La ragione resiste al tempo; la violenza degli scontri armati alla fine si esaurisce nella sconfitta. L’esempio di Allende poteva diventare devastante. E la Casa Bianca anni 70 si spaventava. Ha risolto con 12 milioni di dollari versati dall’amministrazione Nixon e distribuiti a rivoltosi e killer dal premio Nobel per la pace Henry Kissinger il quale ha preparato con cura colpo di stato e delitti eccellenti per eliminare i generali fedeli alla costituzione. I documenti segreti resi trasparenti da Bill Clinton prima di lasciare Washington, raccontano la storia esemplare di un grande Paese terrorizzato non dal «comunismo» che a parte le marce cubane ha animato guerriglie perdenti ed élites latino americane, ma dall’idea di perdere potere nel sub continente dove gli Usa regnavano da quasi un secolo. È il timore che ha sconvolto il Cile, paese meno latino delle nazioni latine. Serviva una morte preventiva per raffreddare gli entusiasmi degli altri nazionalismi.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78905

Settembre 17, 2008 Pubblicato da triestelia | news week | , , , , , , , , | Ancora nessun commento.

Rosso, impegnato con ironia

Stefano Rosso, appartenente alla cosiddetta scuola romana dei cantautori, famoso grazie alla canzone Una storia disonesta, di cui si ricorda la scandalosa frase «Che bello, due amici, una chitarra e uno spinello», è morto lunedì sera a Roma. Rosso avrebbe compiuto 60 anni il prossimo 7 dicembre. I funerali si terranno oggi alle ore 10 nella chiesa di Santa Maria in Trastevere. Rosso partecipò nel 1980 al Festival di Sanremo con il brano L’italiano. Tra le sue canzoni impegnate figurano «Odio chi» e «Bologna ’77» dedicata a Giorgiana Masi, ragazza uccisa a Roma durante una manifestazione del Partito radicale. Nato a Roma nel ’48, Stefano Rosso, pseudonimo di Stefano Rossi, si è caratterizzato per i testi ironici, dissacranti e spesso autobiografici e musiche che conciliano la canzone romanesca con il folk americano. Il debutto discografico arriva nel ’69 con un 45 giri inciso con il fratello. Nel ’75 partecipò come chitarrista fisso della trasmissione «Alle sette della sera», condotta da Gianni Morandi L’anno dopo arriva il successo con Una storia disonesta» per cui vinse anche un Telegatto. Negli ultimi anni Rosso aveva ripreso a fare concerti e a pubblicare dischi, spesso live o strumentali per chitarra acustica.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291203

Settembre 17, 2008 Pubblicato da triestelia | news week | , , , | Ancora nessun commento.

Una storia aperta, da leggere e rileggere – Una primavera a Praga

«Bisogna capire che si è trattato del tentativo di coniugare le regole economiche del socialismo con quelle proprie della democrazia. È stata una battaglia fondamentale. Un tentativo che pure se fallito ha cambiato il corso della Storia». Più che un buon motivo per ricordare e ripensare quanto accaduto a Praga nel 1968, secondo Adriano Guerra, giornalista e storico del comunismo. Perché il presente e il futuro della sinistra non hanno senso se l’idea è quella di «ripartire da zero», ignorando completamente il passato.Adriano Guerra, lei ha vissuto quella stagione: la Primavera di Praga, l’invasione sovietica, le reazioni nel mondo e nel Partito Comunista italiano. Cosa ricordare e perché?«Oggi è di moda pensare che il futuro abbia un presente ma non un passato. Si dice ripartiamo da zero per risolvere i problemi e dare al Paese una nuova forza di sinistra. Ma io credo che il futuro sia sempre continuazione del passato. Anche quando ne è la negazione. Per questo si deve ricordare quella stagione. Serve una visione unitaria: nel ’68 ci sono stati i movimenti di liberazione ed emancipazione, le occupazione delle università, ma anche il tentativo di liberare il socialismo sovietico dallo stalinismo. Un tentativo importante benché fallito. E questa è una storia aperta, da leggere e rileggere». Ma quali sarebbero gli aspetti ancora controversi?«Quello che pesa ancora è la sconfitta inferta dalla Storia e il fatto, ad esempio, che i dissidenti in Cecoslovacchia hanno dovuto difendersi dall’accusa di essere stati comunisti e di aver avviato un processo all’interno di un partito comunista.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78203

Agosto 24, 2008 Pubblicato da triestelia | news week | , , , , , , , | Ancora nessun commento.

Stupro a La Storta: chiesto il giudizio immediato per Rus

Tentativo di omicidio, sequestro di persona e violenza sessuale: per questi reati i pubblici ministeri Maria Monteleone ed Erminio Amelio hanno chiesto il giudizio immediato per Ioan Rus, il romeno che la sera del 16 aprile scorso alla Storta aggredì una studentessa africana incontrata sul treno che porta a Viterbo. La ragazza fu praticamente sequestrata dall’uomo che la portò in un campo nei pressi della stazione de La Storta dove la violentò ferendola con un colpo di coltello al fianco. A salvare la ragazza fu l’intervento di due automobilisti che chiamarono i carabinieri che arrestarono l’aggressore.Il giudizio immediato, su cui è previsto un vaglio formale del gip che dà il via libera al processo, permette di saltare la fase dell’udienza preliminare e può essere chiesto dal pm, entro novanta giorni dalla iscrizione della notizia di reato, «quando la prova appare evidente sui fatti dai quali emerge l’evidenza della prova» (secondo quanto previsto dall’articolo 453 c.p.p.).Inizialmente Rus aveva affermato di non ricordare quanto avvenuto quella sera per poi sostenere che con la donna aveva avuto un rapporto consenziente. L’uomo negò anche di aver ferito con un coltello la studentessa, ma di aver usato l’arma solamente per tagliare una recinzione. La ragazza ha invece sempre sostenuto le accuse nei confronti del romeno, cristallizzando la sua versione dei fatti anche nel corso di un incidente probatorio.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276980

Luglio 19, 2008 Pubblicato da triestelia | news week | , , , , , , | Ancora nessun commento.

Cicchitto attacca la piazza: è eversiva

La piazza di Grillo è «eversiva», l’attacco di Veltroni a Fini è «ingiustificato» e Di Pietro «ha superato tutti i limiti». È un torrente in piena Fabrizio Cicchitto, Presidente dei deputati del Pdl, tentando di parare i colpi alla cosa che gli è più cara: il Presidente del Consiglio Berlusconi. Prima si rivolge al leader dell’Italia dei valori, che non era andato per il sottile descrivendo il premier come un «magnaccia», che conduce trattative in «stile mafioso»: ossia da ordine di ritirare il “decreto bloccaprocessi” solo se riesce ad ottenere “l’immunità per le alte cariche”. Insomma Berlusconi porta avanti la sua battaglia di impunità attraverso «i propri picciotti in Parlamento». Una teoria che aveva espresso anche il giornalista Marco Travaglio sul blog di Beppe Grillo. Giudizi insopportabili da parte dell’ex magistrato di Mai pulite, perché secondo Cicchetto: «A tutto c’è un limite e Di Pietro lo ha largamente superato. È la preparazione alla manifestazione di stampo eversivo di oggi pomeriggio». Consigli spassionati anche all’altro pezzo di opposizione: «Il Pd dovrebbe seriamente riflettere su tutto ciò invece di farsi condizionare da questo rigurgito di neo-qualunquismo con accenti fascistoidi, che intende bloccare tutto per provocare un collasso. In questo quadro – conclude – errore chiama errore, come è la non accettabile contestazione alla Camera del calendario d’Aula approvato ieri».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76975

Luglio 10, 2008 Pubblicato da triestelia | news week | , , , | Ancora nessun commento.