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Una carriera senza controlli e stipendio con scatti automatici

C’è chi dice che l’università è una giungla o una savana selvaggia. Se fosse vero, il docente di peso, il barone, sarebbe un rinoceronte. Un possente animale, rispettato e temuto da tutti gli altri. E con una schiera di piccoli volatili che vivono attaccati alla sua schiena. Non parassiti, ma piccoli servitori che si nutrono alati delle sue briciole.
Il barone-rinoceronte, specie aggressiva che in questi giorni pascola più nelle piazze che nelle aule, sbraita contro chi vuole intaccare il suo piccolo pezzo di paradiso. E come non capirlo. Se è a sua volta figlio di un barone, probabilmente ha dovuto superare un concorso farsa, in cui i nomi dei vincitori erano già stati concordati con una telefonata di papà. Se invece è figlio di nessuno, per arrivare dov’è, per anni avrà dovuto recitare la dura parte del volatile che pulisce la schiena a un altro rinoceronte, assecondando ogni suo volere. E ora che tocca a lui, vogliono cacciarlo dal suo trono nella savana?
Certo non tutti i professori sono uguali, ma controlli non ce ne sono, per cui sta alla coscienza del docente decidere se darsi da fare o navigare sull’onda di una carriera che non conosce ostacoli per legge. I professori non hanno un contratto nazionale, il loro stipendio è deciso per legge, come quello dei magistrati. E non è un salario da fame.
Un ordinario appena assunto guadagna intorno ai 3.000 euro al mese.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302962

Novembre 3, 2008 - Pubblicato da triestelia | some news | , , , , , , , | Ancora nessun commento.

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