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Manette nei cantieri

Buccinasco. Cantieri. ’Ndrangheta. Passano i decenni ma il triangolo che governa il business dell’edilizia nei comuni a sud di Milano sembra immortale. Ieri mattina, quando i finanzieri del Gico fanno scattare sette paia di manette per il reato di associazione mafiosa, viene alla luce una indagine durata per anni in silenzio. E che conferma come né le inchieste degli anni passati né l’alternanza delle maggioranze politiche abbiano modificato la realtà: a Buccinasco, Assago e dintorni le uniche ruspe che possono lavorare sono quelle della ’ndrangheta. Sono le ruspe di Rocco Papalia, la faccia pubblica della famiglia calabrese più importante del nord d’Italia.
Rocco Papalia è in carcere da sedici anni, ma continua a tirare le fila di tutto. Ieri in carcere – insieme a altre tre calabresi e a tre «polentoni», prestanomi puliti degli affari dei clan – finisce il genero di «compare Rocco»: Salvatore Barbaro, le cui nozze con Serafina Papalia sembrarono qualche anno fa la scena di un film di Francis Ford Coppola, con le famiglie arrivate da Melbourne e da Montreal.
Le centocinquanta pagine dell’ordinanza di cattura raccontano storie che sembrano venire dal profondo sud, dai territori dell’Antistato, e che invece si svolgevano alle porte di Milano. A colpi di dinamite e revolverate i Barbaro «imponevano la loro presenza negli interventi immobiliari e ai pubblici amministratori del Comune di Buccinasco la liquidazione di somme di denaro per lavori mai autorizzati».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=275284

Luglio 12, 2008 - Pubblicato da triestelia | ultime notizie | , , , | No Comments Yet

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